Come intuire lo scopo di chi ci critica? Sicuramente un tono di voce lieve, la mancanza di recriminazioni sul passato, la richiesta gentile di chiarimenti sui motivi di un certo atteggiamento sono indicatori sulla volontà di aiutarci anziché di attaccare.
L'errore che molto spesso cadiamo e che in genere si prende tutto sul personale invece la tecnica giusta, il segreto, chiamatolo come volete è sempre quello di mantenere la calma. In questo modo sarà possibile, mantenere la lucidità giusta per chiedere dettagli concreti: una critica senza fondamento verrà subito smontata, una costruttiva risulterà più chiara. In ogni caso rallentare il ritmo della conversazione chiedendo conferma di quanto l'altro dichiara: " Tu pensi che siamo indietro con il lavoro?E' questa situazione ti fa sentire in ansia?
Con un po di allenamento si impara a considerare con distacco quanto è stato detto, per individuare se corrisponde a verità. Sarebbe opportuno fare una differenza tra dati di fatto e opinioni.
Molto spesso le critiche più aggressive tradiscono la frustrazione - personale, professionale - di chi le esprime.
In questo caso, non raccogliere la provocazione è la migliore strategia: inutile farsi contagiare dal malessere altrui.
Al contrario una critica che non svaluta ciò che abbiamo fatto, ma intesa a portare cambiamenti vantaggiosi è una fonte di ispirazione per sviluppare potenzialità, e nuove soluzioni. Ascoltare una critica costruttiva ci fa conoscere un nuovo punto di vista, ci fa riflettere sulle nostre aspettative e ci permette di prendere contatto con una realtà a noi ignota. In ogni caso la regola d'oro è: mai reagire al primo impatto.
La parte più veloce del cervello è proprio quella dedicata alla difesa, quindi il primo impulso può essere poco adatto.del resto a caldo è difficile vedere le buone intenzioni di chi ci rivolge una critica. “Solo quando l’acqua è perfettamente calma, è possibile vedere con chiarezza il fondo del lago.”
Per eliminare i pensieri consci, è necessario concentrarsi sul proprio corpo: per esempio sul respiro. Ascoltare il nostro respiro ci avvicina a noi stessi. Ci fa sentire qui e ora, nel posto dove siamo, nel momento presente. E non è solo il respiro che possiamo sentire, ma anche le sensazioni che il nostro corpo prova e ci trasmette. Tali sensazioni devono essere percepite, vissute, “praticate”, in quel luogo e in quel momento, libere da qualunque pensiero esterno.
Molte critiche sono un desiderio espresso alla rovescia. E spesso forniscono un'informazione di chi le esprime. Per esempio la frase "non mi chiami mai" in realtà va tradotta come: " mi manchi molto e per questo vorrei che mi chiamassi di più" Altre volte si critica perché si vuole dominare una situazione, con un ordine e una proibizione, senza interessarci di cosa ne pensa l'interlocutore. Chi critica spesso prova una piacevole sensazione di " sapere come si fanno le cose" così facendo appaga an bisogno fondamentale di ognuno di noi: quello di sentirsi importante.
Adesso di seguito il Monologo di Charlie Chaplin letto da Fabio Volo al Volo del mattino
Adesso di seguito il Monologo di Charlie Chaplin letto da Fabio Volo al Volo del mattino
"Com'è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama "rispetto".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama "maturità"...
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi so che questo si chiama "stare in pace con se stessi".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si chiama "sincerità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso... all'inizio lo chiamavo "sano egoismo"... ma oggi so che questo è "amore di sé".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso conto che questo si chiama "semplicità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. È la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo "perfezione". Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l'intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di "saggezza interiore".
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che tutto questo è "la vita"".
Questa è la giornata ideale, si proprio oggi, per dedicarsi alla vita pratica e fare spazio alle novità. Come puoi iniziare? Inizia oggi acquisendo conoscenze specifiche su come funziona la nostra mente. Le trovi nell' ebook Sveglia Il vulcano che in è in te di Giuseppe Arena.

Accettare che i punti di vista degli altri sono altrettanto importanti dei nostri potrebbe essere anche una soluzione nel vedere la critica da un'altro punto di vista
RispondiEliminaAgamennone77
Mai trasformare ogni piccola inezia in una questione di vita o di morte
RispondiEliminaANNA